
“Un’esperienza intensa, che tante giovani veliste dovrebbero fare per trovare il proprio posto nel mondo”.
— Vicky Song, velista
In Cina la vela è ancora uno sport di nicchia, a cui solo negli ultimi vent’anni è diventato semplice avvicinarsi grazie alla presenza di scuole vela e al “traino” delle Olimpiadi del 2008. “Mi sono appassionata alla vela – racconta Vicky Song – perché sono sempre stata legata al mare e, quando ho avuto la possibilità, ho frequentato un corso di vela. Da qui all’oceano la strada è stata lunga, ma sono contenta di averla percorsa, perché mi ha permesso non solo di navigare, ma anche di conoscere tante culture e persone, e comprendere che questo era quello che volevo fare: essere ambasciatrice della vela nel mio Paese e, attraverso questo ruolo, far conoscere meglio la Cina”.
Vicky Song ha partecipato alla Clipper Race in un equipaggio misto: “Per me non è stata una scelta, dato che in Cina il numero di donne che si avvicina alla vela d’altura è davvero molto basso. Il fatto di essere compresa in un equipaggio misto era quindi naturale per me, faceva parte della scelta di partecipare. Il team era estremamente unito, e si è unito ancor di più nelle difficoltà: quando c’è una sfida da vincere, e con questo intendo riuscire a navigare intorno al mondo tra burrasche e bonacce, un buon team supera qualsiasi tema legato al genere, perché non ha alcun senso pensare a questi temi mentre si naviga con onde di cinque metri e quaranta nodi di vento”.