
“Andare in barca con un maschio è un po’ come essere sposati, come dice il nostro allenatore. Aiuta a capire meglio il loro comportamento, anche nei momenti difficili.”
— Lisa Vuccetti, velista
– Nell’Optimist, anche se ci sono classifiche separate, esiste anche una classifica unica. Quindi la vela nasce inclusiva, ma poi cambia. Quando hai iniziato a percepire che per le donne il percorso era diverso?
Già nell’Optimist ho notato che c’è una certa separazione: al Mondiale regatiamo tutti insieme, mentre agli Europei e in 420 le gare sono divise tra maschi e femmine. Quindi, fin da lì ho capito che c’era una differenza. Però oggi si sta cercando di unire di più, come succede nel Nacra e nel 470 che sono classi miste. In altre classi invece c’è ancora divisione.
– Fai parte di un equipaggio misto e vincente. Come vivi la differenza tra uomo e donna in barca?
Secondo me, dal punto di vista tattico e strategico, essere in un equipaggio misto è un vantaggio: riusciamo sempre a trovare un accordo. Certo, a volte c’è qualche differenza nella forza fisica, ma ci si compensa.
– Quindi la differenza è più fisica che mentale?
Esatto, anzi, in barca mista spesso ci capiamo meglio e litighiamo meno.
– Cosa immagini nel tuo futuro sportivo?
Per ora devo ancora parlarne con il mio compagno Vittorio, ma stiamo puntando al 470, che è una classe olimpica.
– Cosa consiglieresti a chi sta lasciando l’Optimist per passare a un’altra classe? Meglio un equipaggio misto o tutto femminile?
Dipende dalle preferenze personali. Io consiglio il 420 perché è una barca completa e ti insegna tanto. Che l’equipaggio sia misto o meno cambia poco: spesso scegli in base a chi conosci già, magari dall’Optimist.
– Ti è mai capitato di usare in altri contesti quello che hai imparato in barca nei rapporti tra maschi e femmine? Pensi che la vela possa insegnare qualcosa anche fuori dallo sport?
Sì, il nostro allenatore Matias dice sempre che andare in barca con un maschio è un po’ come essere sposati! Condividere tutto quel tempo insieme ti fa capire meglio come si comportano, anche nei momenti difficili. E questo mi aiuta anche nella vita di tutti i giorni.
– Come riesci a conciliare lo sport con lo studio?
Quando sono in regata mi porto sempre il materiale scolastico. Studio in furgone durante i viaggi lunghi o alla sera, dopo le regate. Cerco di organizzarmi al meglio.